domenica 20 settembre 2009

Gang di chinatown, 17 arresti a Milano

Estorsione, sfruttamento della prostituzione, gioco d’azzardo, due tentati omicidi e un ferimento. Tra maggio e agosto la gang di diciassette giovani cinesi s’è data un gran daffare per gestire i suoi affari nella chinatown milanese. Adesso sono tutti nelle mani dei carabinieri e i commercianti del quartiere Sarpi per un po’ possono stare tranquilli.

Le vittime, infatti, erano proprio loro: ristoratori e baristi cinesi, obbligati a pagare il pizzo a loro connazionali e costretti a rifornirsi dai grossisti che i gangster gli imponevano. La banda utilizzava i consueti metodi mafiosi: intimidazione e violenza. E per essere persuasivi c’era tutto un corredo di mannaie, daghe e mazze da baseball.

La gang era organizzata in modo verticistico con un capo, alcuni luogotenenti e una manovalanza composta dai membri più giovani. I carabinieri hanno anche scoperto un giro di squillo che operavano in appartamenti in affitto e una bisca clandestina. Originale (quanto crudele) il sistema di alloggi che la gang mettevano in affitto: quattro phone-center dotati di poltrone o semplici sedie che dopo la chiusura delle serrande venivano girate a due a due e trasformate in letti per pernottamenti a basso costo.

mercoledì 29 luglio 2009

Giocare al Padrino è fuorilegge

Vietato il Padrino online. La Cina ha messo al bando i siti web su cui compaiono giochi con gang mafiose che appaiono in modo "accattivante". E il ministero della Cultura ha precisato che tali giochi "promuovono l'oscenità, il gioco d'azzardo o la violenza" e "minano la moralità e la cultura tradizionale cinese". Secondo il governo di Pechino, i videogame con gli emuli digitali di Marlon Brando "incoraggiano la gente a imbrogliare, rapinare e uccidere, e a glorificare le vite dei gangster", dando un "cattivo esempio ai giovani". L'ordinanza ministeriale prevede maggiori controlli e minaccia "di punire duramente quei siti che continuino a gestire tali giochi".

Nei primi anni seguiti all'avvento al potere dei comunisti, il governo cinese aveva quasi totalmente distrutto le gang mafiose, che però sono tornate alla ribalta negli ultimi decenni, mentre si affievolivano i controlli economici e sociali. Nonostante il coinvolgimento della mafia in attività come il traffico di droga o di esseri umani, film e telefilm girati a Taiwan e Hong Kong e che trattano le gesta delle Triadi sono molto popolari nel paese asiatico. Per il settore dei giochi online in Cina si prevede una crescita quest'anno compresa tra il 30% e il 50%, con ricavi pari ad almeno 3 miliardi e mezzo di dollari. La Cina conta circa 200 milioni di giocatori online, e oltre 300 milioni di utenti internet, il numero più alto al mondo.

lunedì 29 giugno 2009

Spicy Qin e Hammerhead alla sbarra
Il padrino del Guangdong a processo

C’erano lunghe file il 16 giugno davanti al tribunale di Yangjiang, nel Guangdong, sud della Cina. Centinaia di persone (foto Associated Press) in attesa di “Hammerhead” e “Spicy Qin”. Ma la loro curiosità non è stata premiata. I due pezzi da novanta sono arrivati con un autobus scuro della polizia. Scortati da decine di agenti. E, per evitare ogni pubblicità, i loro volti erano coperti da maschere da sci. Le autorità di Pechino non hanno voluto regalare alcuna notorietà a Xu Jianqiang (Hammerhead) e Lin Guoqin (Spicy Qin).

Nessuna pubblicità per i due boss, portati alla sbarra per aver costruito attraverso l’illegalità un impero che spazia dai casinò all’industria del cemento, dai trasporti agli allevamenti di polli. E poiché l’accusa è di aver costituito una “società nera”, ovvero una cosca mafiosa, i giudici cinesi potrebbero condannarli persino alla pena di morte.

Chi ha conosciuto i due presunti gangster, racconta che le loro sale da gioco in cui si buttano via migliaia di yuan al baccarat sono note a tutti in città. “Sono così potenti che la polizia non li ha toccati per tanto tempo”. E chi li ha visti, paragona Hammerhead a Tony Soprano, mentre Spicy Qin ricorderebbe Micheal Corleone del “Padrino”. Tra i due ci sarebbe un’affinità non solo cinematografica ma soprattutto di interessi e affari che hanno toccato anche la politica.

Lin Guoqin ha fatto parte del Congresso Municipale del Popolo di Yangjiang durante gli anni ’90, quando – secondo gli investigatori – si era già lanciato nel business illegale. Poi ha presieduto la locale Federazione dell’Industria e del Commercio e dal 2000 al 2007 ha seduto al Comitato Nazionale della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese (Cppcc), il massimo organismo di consulenza politica del paese.

Le cronache ricordano Spicy Qin per le numerose sponsorizzazioni ed eventi pubblici ai quali ha partecipato. Tra questi, anche l’annuale donazione da quasi 30mila dollari in favore di studenti bisognosi, e l’alleanza con Xu Jianqiang, stretta – a quanto pare – per corredare di un esercito di killer e aguzzini il proprio impero economico.